Pubblicato in: cura del corpo

Balsamo respiratorio So’Bio Etic

Quando ho trovato in uno dei pertugi nascosti di casa mia questa mini teiera con annessa tazzina non ho potuto resistere!

Ora saranno entrambe in tutte le prossime foto che farò MMUUHHAHAHAHAHAH (risata diabolica 😈 )



A parte gli scherzi (non relativi alle foto, perchè metterò davvero l’accoppiata del the in ognuna….) non ti ricordano incredibilmente Mrs. Bric e Chicco de La Bella e la Bestia?

Chicco era un pò “sbeccato” nel cartone lo ricordi? La mia micro tazzina è un pò sbilenca, la teiera un pò scolorita ma nella loro imperfezione le ho trovate assolutamente adorabili e adattissime a rappresentarmi.

E poi oggi ti devo raccontare del mio naso chiuso.

E’ una triste storia….

Posso già parlarti di questo balsamo correttamente definito”respiratorio” anche se ho fatto l’ordine su Bio Vegan Shop solo 10 giorni fa, perchè allora avevo un inizio di raffreddore sicchè, trovandolo in offerta, l’ho inserito a cuor leggero nel carrello sapendo che lo avrei messo all’opera all’istante (se sei interessata, lo puoi trovare QUI ).

Mi è costato 5,90 € per 50 ml di prodotto, anzichè 7,55 €, e già questo mi piace.

Tanto.

Il prodotto è confezionato in una scatolina in cartoncino che ne presenta le caratteristiche, l’INCI e le modalità d’uso.

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Come puoi vedere dalla foto, è sconsigliato per i bimbi sotto i 6 anni e per le donne in gravidanza ed allattamento.

La presenza di oli essenziali balsamici infatti può essere dannosa per i più piccoli, trovo importante e corretto che sia indicato chiaramente nella confezione ma, oltre a questo avviso, a protezione dell’acquirente è specificato a chiare lettere anche nella descrizione del prodotto sul sito.

Questo a supporto della tesi che “non tutto ciò che è naturale è, a priori, sicuro”; sinceramente ho apprezzato molto questa (seppur doverosa) indicazione, considerandola un segnale di attenzione e trasparenza.

Senza dubbio tu conoscerai il fratello petrolifico di questo balsamo, il Vicks, il cui odore è fortissimo, nel senso che ti brucia proprio gli occhi.

Non sono convinta della leggerezza con cui, nello spot dedicato, la premurosa madre unge il figliolo di dubbia età con la crema dagli effluvi al plutonio del suddetto.

Al di là del fatto che su di me la paraffina ha un brutto effetto, millanta anni fa mi capitò di usarlo ma è stata un’impresa non da poco riuscire a sopravvivergli.

Se riesci a continuare a respirare in autonomia, il naso te lo libera.

O te lo stacca.

Mi spiace per tutte le amiche che sono sostenitrici del Vicks ma io ho avuto quasi le convulsioni utilizzandolo e quindi A MAI PIU’ RIVEDERCI.

L’INCI del balsamo So’bio invece è di tutto rispetto :

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caprylic/capric triglyceride, C10-18 triglycerides, glyecryl stearate, glyceryl dibehenate, hydrogenated castor oil, tribehenin, camphor, menthol, glyceryl behenate, eucalyptus radiata oil, abies balsamea needle oil, limonene, lavandula hybrida oil, gaultheria procumbens leaf oil, linalool, mentha piperita oil, rosmarinus officinalis oil, helianthus annuus seed oil, tocopherol, geraniol, citral.

Contiene infatti molti oli essenziali dalle spiccate note balsamiche come canfora, eucalipto, pino, lavanda, rosmarino e menta ma almeno non attenta alla morbidezza della mia pelle con percentuali astronomiche di siliconi o paraffine.

E’ contenuto all’interno di un vasetto in vetro trasparente con il tappo a vite in metallo; personalmente non sono una fervente sostenitrice dei vasetti per i cosmetici perchè ficcarci dentro le dita come i biscotti nel thè, non mi fa sentire particolarmente felice, specie sotto il profilo della contaminazione del prodotto.

Tant’è che io ho scelto di recuperare una palettina di un burro corpo, che ora è diventata a tutti gli effetti il mio raccogli-prodotto-senza-sprechi-addio-ai-batteri.

Penso che ti consiglierei comunque di usare un cucchiaino o qualcosa di simile per prelevare il prodotto, perchè si presenta in tutto e per tutto come l’olio di cocco :

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Sembra una pasta dura più del porfido ma non lo è affatto! Anzi, scava pianino con la paletta altrimenti ne preleverai così tanto che ti toccherà suonare i campanelli di 12 quartieri limitrofi e spalmare i vicini a profusione…

La cosa piacevolissima di questa texture è la rapidità con la quale si scioglie al solo tocco, diventando un fluido oleoso che ti permette di ungerti come una frittella con enorme facilità, ma con pochissimo prodotto.

Parlo di “ungere” perchè questa non è una crema, col cavolo che si assorbe….

Ti dirò, per me è stato un bel vantaggio, perchè dopo averlo applicato mi infilo (sotto al resto) una maglietta leggera in cotone e per “riattivare” gli oli, basta che mi strofini delicatamente con le mani il petto, un pò di frizione e calore sono sufficienti per poter rinnovare i benefici effetti dell’inalazione balsamica.

Chiaramente, siamo di fronte ad un mix equilibrato di oli essenziali che sono si balsamici, efficaci e pungenti ma comunque risultano essere più “delicati” rispetto alla versione “vapo-rub”, per questo ho ritenuto necessario specificarti che la persistenza dell’aroma è ridotta rispetto al prodotto da farmacia, ma è ripristinabile con un lieve massaggio.

Non ho riscontrato sinceramente alcuno svantaggio usando questo prodotto, l’ho messo in funzione subito appena arrivato a casa e mi ha conquistata dalla prima “spalmatura”.

Anche il prezzo devo dire che è più che onesto, quasi si equipara a quello del vicks, ma l’effetto modulabile che questo offre, la ridotta aggressività della formulazione ed il risparmio che ottieni grazie alla piccola quantità necessaria per un uso efficiente, a mio modesto avviso lo rendono migliore…

Io so già che nella tua mente sta facendo capolino un altro famosissimo prodotto a base balsamica, molto conosciuto ed utilizzato per curare un pò tutti i mali.

Si.

L’ho provato anche io.

Ovviamente stiamo parlando del tubetto più conosciuto del West, ossia la crema timo di just.

E’ stato un acquisto che ho fatto non so neppure in che anni, sicuramente non anni di consapevolezza INCI, e che così su due piedi mi aveva anche piuttosto entusiasmata, specie visto che sono una amante dei profumi in generale.

E questa crema, in quanto a profumo, di sicuro non tradiva le aspettative.

Persistente, balsamica e con note mediterranee, il massimo!

Peccato per la formulazione.

Il podio era tutto dedicato alla paraffina (non so se ora una coscienza verde dell’azienda abbia rivisto e corretto gli ingredienti, io parlo della mia esperienza passata naturalmente) e me ne accorsi quando, smettendo le applicazioni, per un paio di giorni almeno mi ritrovavo con una pelle tremendamente secca e ricca di imperfezioni.

Ora, non me ne voglia alcuna amica che invece riesce a trovare nei prodotti a marchio just l’ambrosia divina, e spero che tutte le presentatrici/collaboratrici comprendano che questa è una opinione fondata su basi personali e non un attacco diretto buttato un pò a casaccio.

Sono una persona generalmente moderata e mi piace condividere le mie idee con gli altri (altrimenti che diamine ci farei qui?), però talvolta ho notato che esiste una fervente indole protezionistica per alcuni marchi/aziende/prodotti e per i motivi più disparati.

Definire un prodotto “naturale” non è una cosa da prendere alla leggera, secondo me.

Non dico che per definizione puoi essere naturale solo se vendi tubetti riempiti esclusivamente di fieno, ma non trovo corretto neppure lasciar credere ai consumatori che per essere naturale, sia sufficiente che il camion che trasporta i prodotti, si fermi a fare rifornimento in un’area di servizio che ha una aiuola con margherite e violette.

Si, lo so, la paraffina è legalmente ammessa nella cosmesi, viene impiegata da moltissimo tempo e sono molteplici i marchi più o meno famosi che ne fanno largo uso, fin’ora non sembrano essere emersi dati assoluti e incontrovertibili che ne indichino controindicazioni o rischi particolarmente gravi per la salute.

Ma è vero anche che è una materia che costa pochissimo.

Per coerenza, mi sembrerebbe onesto distribuire i prodotti che hanno basi “povere”, a dei prezzi adeguati.

Non posso aspettarmi di acquistare un litro di olio di argan, spremuto a freddo, purissimo e biologico a 50 centesimi, ma non credo sia corretto neppure far stra-pagare i prodotti con formulazioni poco ricche, sia di attivi vegetali che di burri e olii per la composizione stessa.

La precisazione era quasi un obbligo, la crema timo è conosciutissima e faceva parte, insieme al vicks, della mia personale esperienza passata circa i prodotti per combattere i malanni del freddo (ma anche quelli da aria condizionata “polare”), spero però di non sollevare vespai incontrollati in merito……

Questo invece, tornando all’argomento che doveva essere il principe e principale dell’articolo, è il primo prodotto a marchio so’bio etic che ho provato, tu lo conoscevi già? Ti è mai capitato di farne uso?

Io lo adoro, te lo consiglio appieno!

A presto,

Francesca

24 pensieri riguardo “Balsamo respiratorio So’Bio Etic

  1. Io uso l’oki per qualsiasi cosa U_U sono una persona orribile. Certe volte non mi do neanche il tempo di capire se ho raffreddore o altro… al primo accenno di sintomo di attacco di morte mi lancio sull’oki. Detto ciò, questa marca ha bei prodottini per capelli (per il viso ho provato decisamente di meglio!) 😀

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    1. Beh ti dirò, non tutti hanno la stessa soglia di sopportazione 😉 in linea di massima io cerco di attendere prima di prendere qualcosa perché ho un certo timore di “abituarmi” e di dover poi aumentare le dosi…..grazie per la dritta sugli altri prodotti del marchio, mi hai evitato dei fallimenti enormi!

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      1. Non le ho acquistate perché non vorrei sprecare soldini… però dalle recensioni che ho letto e dai video su youtube non è che siano proprio eccezionali quelle acque micellari! Pare che o non funzionino o brucino gli occhi U_U io non rischio

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      2. Ah porca paletta…..beh in verità a me non interessa struccarmi, ne avevo vista una opacizzante controllo pori che volevo usare un po come tonico….mah….ora c’ho il dubbio amletico “micello o non micello, questo è il problema”!

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  2. “Effluvi al plutonio”. xD

    Ottimo sapere che esiste un’alternativa veramente verde al Vicks! La terrò presente per la prossima stagione invernale. Il PAO di quanti mesi è?

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    1. Ho cercato e provato veramente tanti prodotti ma devo dire che questo fra tutti è quello che mi ha convinta di più per efficacia e prezzo….. 😦 il PAO è non pervenuto, ti giuro ho ribaltato la scatola in cartone e pure quella di vetro e non l’ho trovato! Sono andata sul sito di bio vegan shop e anche lì non è indicato… Ora mi viene da pensare che esista la possibilità che sia un balsamo highlander perché non contiene acqua? O che in Francia usino creme trovate nelle tombe dei faraoni perché per loro il PAO è un diminutivo di PALO? Non so che cosa risponderti al momento ma invierò una mail a bio vegan, magari loro hanno la risposta…..

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      1. 😂 Se non c’è acqua nella formulazione, l’assenza del PAO potrebbe essere legata proprio a questo. La confezione è troppo enorme per essere consumata nell’arco dei mesi invernali senza che ne avanzi un fottio. Sentiamo cosa dice lo shop comunque! 😘

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      2. Confermo sulla quantità, 50 ml sembrano pochi ad una prima impressione ma usandolo mi sono resa conto di quanto poco prodotto si utilizzi….io credo che anche d’estate ne farò uso, ci sono persone/negozi che non hanno l’aria condizionata ma si trasferiscono in celle frigorifere industriali ed è lì che il mio naso dice “sentì bella, qua non capisco che stagione è, prima 70 gradi ora -40, io mi chiudo quando hai deciso che fare avvisami….”
        Appena mi risponderà lo shop ti aggiorno, ormai mi hai messo una curiosità tremenda! 😀

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      3. Lo shop bio vegan mi ha risposto in merito al PAO, in sostanza dice che il tocoferolo lo rende un prodotto autoconservante con un minimo di 6 mesi di “scadenza”.
        Mi ha detto però che per prodotti così ricchi di oli essenziali funziona il metodo ” a naso”, ovvero un cambio di profumo che diventa meno pungente e più rancido è segno di un prodotto non più salubre.
        Penso che prelevare il prodotto con una spatolina pulita ne prolunghi sensibilmente la durata 🙂

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      4. Sì, la spatolina è sempre un’ottima alleata con packaging simili. Peccato comunque per i sei mesi che sono onestamente pochini. Per smaltire tutto il prodotto in tempo si deve stare male in continuazione e non credo che sia proprio di buon auspicio. A questo punto, potrebbero fare dei barattoli più piccoli e saremmo tutti più sicuri/contenti!

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      5. Io proverò a vedere quanto “tiene” con un uso non massiccio, certo avere due formati magari da 30 e 50 ml sarebbe senz’altro più utile per avere sempre prodotto fresco ed efficiente….chissà se lo riterrà intelligente anche la casa madre, speriamo!

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      6. Idem! Anche se mi stupisce che le case cosmetiche, di certe cose, non si preoccupino proprio. O saremo noi due super criticone quando si parla di packaging? 😜

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